Sulla legge elettorale. Sentenza n. 1/2014. Grave alterazione della rappresentanza democratica.

Mi dà fastidio la truffa semantica, la manomissione delle parole, l’imbroglio.

Chi sono gli autori di questa legge di revisione costituzionale?

Un Parlamento eletto sulla base di una legge elettorale, che ha subito poi, la dichiarazione, parziale, di illegittimità costituzionale dalla Corte con la sentenza n. 1 del 2014.

Nelle parti in cui:

1) si attribuisce un premio di maggioranza senza soglia che altera gravemente la rappresentanza democratica (in violazione dell’art.3);

2) si disciplina come voto di lista l’espressione del voto, non consentendo all’elettore di esprimere una preferenza per i candidati (in violazione dell’art.67).

Non penso al Consiglio di Amministrazione di una società di capitali, mi limito al nostro Condominio.

Se scoprissimo che il nostro Amministratore (di Condominio) è stato eletto in forza di un regolamento poi riconosciuto illegittimo, in genere, che faremmo?

  1. provvederemmo subito ad una nuova, e regolare, elezione per sostituire l’Amministratore;
  2. aspetteremmo prima che l’Amministratore cambi almeno le regole di elezione.

Entrambe le soluzioni sono legittime, secondo quanto disposto dalla stessa Corte “ … la decisione che si assume, di annullamento delle norme censurate, avendo modificato in parte qua la normativa che disciplina le elezioni per la Camera e per il Senato, produrrà i suoi effetti esclusivamente in occasione di una nuova consultazione elettorale, consultazione che si dovrà effettuare o secondo le regole contenute nella normativa che resta in vigore a seguito della presente decisione, ovvero secondo la nuova normativa elettorale eventualmente adottata dalle Camere …” (cfr. sentenza Corte Cost. n. 1/2014).

Per i comuni condomini, il piano A sembrerebbe ai più politicamente corretto; la maggioranza dei nostri parlamentari ha tuttavia adottato il piano B; piano B che non avrebbe avuto alcuna possibilità, neppure di discussione, in qualsiaisi società di capitali, o no?

Le Camere hanno infatti prima varato una nuova legge elettorale e poi si sono apprestati a modificare la carta costituzionale (metro di misura della pronuncia di illegittimità della precedente legge elettorale).

Insomma hanno, prima, cambiato la legge e, poi, cambiato anche il Giudice, nel senso per ora solo della Carta costituzionale (ma con vista, futura, anche sulla Corte Costituzionale!).

A fattori invertiti, proprio come nella vecchia, ma bellissima, canzone di Fabrizio De Andrè, “Sogno Numero Due”.

Ascolta:
una volta un giudice come me
giudicò chi gli aveva dettato la legge:

prima cambiarono il giudice
e subito dopo
la legge.

(Avv. Stefano Stefàno)

 

© Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO dell’AUTORE

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