Il Referendum

Dopo la disamina dell’articolo della Legge di Revisione costituzionale relativo alla Iniziativa popolare (art.71), è bene studiare ora le modifiche riguardanti l’istituto del Referendum.

Non tanto perché in questi giorni di post-Brexit si è scritto per lo più a sproposito del referendum, sull’informazione mainstream. Ho ascoltato professori che blateravano di “eccesso di democrazia”; ho sentito riecheggiare le parole di vilipendio di Keynes (riportate all’esordio di questo blog Perchè questo blog) circa l’analfabetismo “della vasta massa di elettori”. Brutta gente; tutta gente che disprezza la sovranità popolare, che, se potesse, abolirebbe il suffragio universale. Il loro nome è “elitisti” (da èlite Elites; non etilisti, che fanno meno danni); la loro forma di governo è l’oligarchia Oligarchia. Questi sono giorni importanti, perché questi signori sono costretti dalla dura realtà delle cose a gettare la maschera dietro la quale di solito si celano.

Non tanto per ciò, quindi, ma perché invece vi è un nesso stretto tra  Referendum ed Iniziativa popolare; il regime di democrazia instaurato dalla Costituzione appartiene ad un tipo misto, che ammette accanto agli “istituti rappresentativi”, altri istituti chiamati di “democrazia diretta”: il Referendum, insieme alla Iniziativa popolare delle leggi, appunto (ed alla Petizione), è uno di questi.

E’  bene precisare che attraverso questi istituti di democrazia diretta il cittadino esplica il suo diritto di far valere la sua volontà in ordine alla gestione della civitas esprimendo la sua opinione sul modo come soddisfare determinati interessi pubblici ponendosi in una posizione di distacco o addirittura di contrapposizione rispetto alla volontà fatta valere dallo stato (cfr. Mortati, “Istituzioni di Diritto Pubblico”, 1976, pag. 836).

L’articolo della Costituzione interessato è l’articolo 75; siamo sempre nella Parte Seconda, Titolo Primo, Sezione Seconda della Costituzione, con oggetto “La formazione delle leggi”.

L’Assemblea Costituente approvò questo articolo nella seduta del 16 ottobre 1947, con ampia discussione; intanto, sul tipo dell’istituto, previsto nel progetto originario oltre che abrogativo anche sospensivo (prevalendo in fine l’esclusività del primo); poi sul IV comma, riguardante il quorum, previsto nel progetto in 2/5 degli aventi diritto, ma poi elevato alla maggioranza degli aventi diritto.

Anche qui occorre rilevare che la precedente Legge di Revisione, pubblicata nella G.U. n. 269 del 18.11.2005, e sottoposta al secondo referendum costituzionale del 25 e 26 giugno 2006, non aveva messo mano alla materia.

L’articolo 15 della Legge di Revisione (in calce) non apporta modifiche all’articolo 75 della Costituzione, ma lo sostituisce integralmente.

Quel che più interessa qui è la modifica relativa al quorum.

Anzi, ai quorum; poiché l’articolo 15 crea un doppio binario. Alla previsione del testo vigente (richiesta di referendum da parte di 500.000 elettori/quorum maggioranza aventi diritto), se ne aggiunge un’altra: se la richiesta di referendum è proposta da 800.000 elettori il quorum si abbassa alla “maggioranza dei votanti alle ultime elezioni della Camera”

A mio avviso, quest’ultima revisione del quorum ha un solo pregio; quello di depotenziare l’astensionismo indotto, quando le forze che avversano il successo della consultazione sollecitano gli elettori…. ad andare al mare; mentre non vi è nessuna evidenza che possa collegare, proprio per quanto testé rilevato, la riduzione del quorum ad un automatico successo dei proponenti.

Però, quando parliamo di Referendum è bene tener presente che siamo dinanzi ad un istituto di democrazia diretta, che, secondo la nitida definizione offerta dal Professor Costantino Mortati (nonché Onorevole della Assemblea Costituente), deve consentire al popolo l’esercizio della sovranità, ché SOLO ad esso appartiene (nel rispetto dell’articolo 1 e con buona pace degli elitisti).

Quindi la lente attraverso cui osservare la revisione in oggetto, dalla parte del popolo, sarà questa: l’esercizio della sovranità popolare è accresciuto oppure è svilito.

A me pare che sia svilito. Nonostante ed in contraddizione con la petizione di principio enunciata nell’ultimo comma revisionato dell’art. 71 della Costituzione e menzionata nel precedente articolo (“al fine di favorire la partecipazione dei cittadini”, che tenta peraltro di far passare come gentile concessione quello che è, come visto, un diritto costituzionale).

Si sarebbe potuta accrescere se, senza por mano, da una parte, al numero di elettori necessari per l’iniziativa popolare delle leggi (50.000), dall’altra, a quello utile per la richiesta di referendum (500.000 firme), si fosse ridotto il quorum alla “maggioranza dei votanti alle ultime elezioni della Camera”.

Viceversa, si è deciso di triplicare (150.000) il numero necessario degli elettori per l’esercizio di democrazia diretta della Iniziativa popolare, nonché di aumentare del 60% (800.000) il numero di elettori necessari per l’esercizio di democrazia diretta del Referendum, affinché si possa godere di un quorum ridotto.

I professori e Keynes saranno d’accordo!

Art. 15. 
   
            (Modifica dell'articolo 75 della Costituzione) 
  
   1. L'articolo 75 della Costituzione e' sostituito dal seguente: 
   «  Art.  75.  -  E'  indetto  referendum  popolare  per  deliberare
 l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di  un  atto  avente
 forza di legge,  quando  lo  richiedono  cinquecentomila  elettori  o
 cinque Consigli regionali. 
   Non e' ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio,
 di amnistia e di indulto, di  autorizzazione  a  ratificare  trattati
 internazionali. 
   Hanno diritto di partecipare al referendum tutti gli elettori. 
   La proposta soggetta a referendum e' approvata  se  ha  partecipato
 alla votazione la maggioranza degli aventi diritto o, se avanzata  da
 ottocentomila  elettori,  la  maggioranza  dei  votanti  alle  ultime
 elezioni della Camera dei deputati, e se e'  raggiuntala  maggioranza
 dei voti validamente espressi. 
   La legge determina le modalita' di attuazione del referendum ».

 

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