Decreto Legge “vaccini”. Ulteriori profili di incostituzionalità (4).

Decreto-legge 7 giugno 2017, n. 73, recante disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale, APPROVATO DAL SENATO DELLA REPUBBLICA il 20 luglio 2017.

Qui di seguito vengono indicate le modifiche introdotte nel testo licenziato dal Senato (a fronte di quanto previsto nel provvedimento presentato dal Governo e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale), al fine di verificare se i profili di incostituzionalità rilevati continuino a sussistere e vengono offerte alcune considerazioni finali.

 

ARTICOLO 1 (Disposizioni in materia di vaccini)

Articolo 1.1 e 1.1 bis

È’ stato inserito “il conseguimento degli obiettivi prioritari del Piano nazionale prevenzione vaccinale 2017/2019” tra gli obiettivi che intende perseguire il provvedimento.

È stato ampliato l’obbligo vaccinale “per tutti i minori stranieri non accompagnati“.

Nel decreto legge originario, venivano indicate queste vaccinazioni obbligatorie e gratuite:

a) anti-poliomielitica;
b) anti-difterica;
c) anti-tetanica;
d) anti-epatite B;
e) anti-pertosse;
f) anti-Haemophilus influenzae tipo b;

g) anti-meningococcica B;
h) anti-meningococcica C;

i) anti-morbillo;
l) anti-rosolia;
m) anti-parotite;
n) anti-varicella.

Il testo licenziato dal Senato, mantiene l’obbligo per a) – f) da una parte [comma 1]; i) – n) da un’altra [comma 1 bis].
Mentre g) e h) – cioè anti-meningococcica B e anti-meningococcica C – vengono inclusi ora tra quelli per i quali si “assicurano l’offerta attiva e gratuita” insieme a due nuovi vaccini: anti-pneumococcica e anti-rotavirus.

Articolo 1.1 ter

E’ stata inserita la previsione che “il Ministro della salute, con decreto da adottare decorsi tre anni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e successivamente con cadenza triennale” possa “disporre la cessazione dell’obbligatorietà per una o più delle vaccinazioni di cui al comma 1-bis”: quindi solo per i),l),m),n).

Articolo 1.2

E’ stata inserita la previsione di somministrazione di “vaccini in formulazione monocomponente o combinata in cui sia assente l’antigene per la malattia infettiva per la quale sussiste immunizzazione”, specificando tuttavia che ciò si verificherà “di norma e comunque nei limiti delle disponibilità del Servizio sanitario nazionale“.

Articolo 1.2 ter

Conseguentemente, è stato previsto anche che “Annualmente l’AIFA pubblica nel proprio sito internet i dati relativi alla disponibilità dei vaccini in formulazione monocomponente e parzialmente combinati“.

Articolo 1.3 bis

Viene previsto che l’AIFA [che aveva fatto il suo debutto nel precedente comma] “senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, provvede, avvalendosi della Commissione tecnico-scientifica, all’uopo integrata da esperti indipendenti e che non si trovino in situazioni di conflitto di interesse, e in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità, a predisporre e a trasmettere al Ministero della salute una relazione annuale sui risultati del sistema di farmacovigilanza e sui dati degli eventi avversi per i quali è stata confermata un’associazione con la vaccinazione“.

Articolo 1.4

E’ stato esteso l’obbligo vaccinale anche nei confronti dei “soggetti affidatari ai sensi della legge 4 maggio 1983, n. 184“.

Viene introdotta la previsione di una procedura “informativa” da parte della ASL, tramite convocazione degli obbligati, in caso di mancata osservanza dell’obbligo vaccinale da parte di costoro, prima di comminare la sanzione.

La sanzione amministrativa pecuniaria in caso di mancata osservanza dell’obbligo vaccinale viene ridotta da € 500,00 a € 7.500,00 iniziali a “da euro cento a euro cinquecento“.

Viene finalmente indicata negli “organi competenti in base alla normativa delle regioni o delle province autonome” l’autorità che presiede “all’accertamento, alla contestazione e all’irrogazione di cui al periodo precedente“.

Articolo 1.5

Viene soppressa la segnalazione di mancata osservanza dell’obbligo vaccinale alla Procura della Repubblica (che avrebbe potuto condurre alla perdita della potestà genitoriale).

Articolo 1.6 bis

Viene introdotta la procedura di contrattazione AIFA-Produttori per la determinazione dei prezzi dei vaccini.

Articolo 1.6 ter

La verifica del rispetto degli obiettivi del Calendario vaccinale nazionale viene infine assegnata alla “Commissione per il monitoraggio dell’attuazione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, istituita con decreto del Ministro della salute 19 gennaio 2017“, che opererà anche per la previsione di cui al punto 1.1 ter.

 

ARTICOLO 2 (Iniziative di comunicazione e informazione sulle vaccinazioni)

Articolo 2.1

Sono state esplicitate le linee programmatiche del provvedimento e la sua filosofia: “promuovere un’adesione volontaria e consapevole alle vaccinazioni previste dal Piano nazionale di prevenzione vaccinale, nonché per diffondere nella popolazione e tra gli esercenti le professioni sanitarie la cultura delle vaccinazioni, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, da svolgersi anche con la collaborazione dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta e dei farmacisti delle farmacie del territorio, sentite le rispettive rappresentanze ordinistiche e le associazioni di categoria”!

Articolo 2.1 bis

Introduce l’estensione della “promozione” e della “diffusione” di cui sopra anche ad opera dei consultori familiari.

 

ARTICOLO 3 (Adempimenti vaccinali per l’iscrizione ….)

Articolo 3.3

Vengono inseriti i “centri di formazione professionale regionale” tra le scuole per cui, al pari degli altri gradi di istruzione, non costituisce requisito di accesso alla scuola la presentazione della documentazione di cui al comma 1.

Articolo 3.3 bis

Viene previsto che “Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, gli operatori scolastici, sanitari e socio-sanitari presentano agli istituti scolastici e alle aziende sanitarie nei quali prestano servizio una dichiarazione, resa ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, comprovante la propria situazione vaccinale“.

 

ARTICOLO 4 bis (Anagrafe nazionale vaccini) [nuovo]

Viene istituita l’Anagrafe in rubrica.

 

ARTICOLO 4 ter (Unità di crisi) [nuovo]

Vengono estesi alla “Unità di crisi permanente di cui al decreto del medesimo Ministro 27 marzo 2015 …. il raggiungimento degli obiettivi di prevenzione e gestione delle emergenze sanitarie in materia di malattie infettive” previa integrazione della composizione e precisando che “La partecipazione all’Unità di crisi è a titolo gratuito e ai componenti non sono corrisposti gettoni, compensi o altri emolumenti comunque denominati“.

 

ARTICOLO 5 (Disposizioni transitorie e finali)

Articolo 5.1

Vengono distinti i termini, per l’anno scolastico 2017/2018, ai fini della documentazione di cui all’articolo 3, comma 1, che “deve essere presentata entro il 10 settembre 2017, presso i servizi educativi e le scuole per l’infanzia, ivi incluse quelle private non paritarie, ed entro il 31 ottobre 2017 presso le istituzioni del sistema nazionale di istruzione e i centri di formazione professionale regionale“.
Termine di presentazione prorogato al 10 marzo 2018, qualora la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie sia sostituita dalla dichiarazione resa ai sensi del D.P.R. n. 445/2000.

Articolo 5.1 bis

Viene previsto che “la prenotazione gratuita delle vaccinazioni di cui all’articolo 1, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, possa avvenire presso le farmacie convenzionate aperte al pubblico attraverso il Centro Unificato di Prenotazione (Sistema CUP)“.

 

ARTICOLO 5 bis (Controversie in materia di riconoscimento del danno da vaccino) [nuovo]

Questo articolo, e soprattutto quello successivo, sono i più importanti, poichè recepiscono in parte le osservazioni critiche svolte nel precedente articolo nonché dal gruppo Giuristi per l’Azione Popolare di ATTUARE LA COSTITUZIONE precisamente, al punto 4 del documento (mancata previsione, a carico dello Stato, di un’equa indennità); compare infatti finalmente per la prima volta la Legge n. 210/1992.

Articolo 5 bis.1

Viene previsto che l’AIFA sia litisconsorte necessario “Nei procedimenti relativi a controversie aventi ad oggetto domande di riconoscimento di indennizzo da vaccinazione di cui alla legge 25 febbraio 1992, n. 210, e ad ogni altra controversia volta al riconoscimento del danno da vaccinazione“.

Articolo 5 bis.3

Viene previsto che “Dalle disposizioni di cui al presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica“.

 

ARTICOLO 5 ter (Definizione delle procedure di ristoro dei soggetti danneggiati da emoderivati o da vaccinazioni obbligatorie) [nuovo]

Articolo 5 ter.1

Per le finalità di cui in rubrica, viene istituita una Task-force presso il Ministero della salute, che è così “autorizzato ad avvalersi di un contingente fino a 20 unità di personale appartenente all’area III del comparto Ministeri“.

Articolo 5 ter.2

Testuale: “All’attuazione del comma 1, nel limite massimo di euro 359.000 per l’anno 2017 e di euro 1.076.000 per l’anno 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 2, comma 361, della legge 24 dicembre 2007, n. 244“.
L’articolo della finanziaria 2008 citato così recita: “361. Per le transazioni da stipulare con soggetti talassemici, affetti da altre emoglobinopatie o da anemie ereditarie, emofilici ed emotrasfusi occasionali danneggiati da trasfusione con sangue infetto o da somministrazione di emoderivati infetti e con soggetti danneggiati da vaccinazioni obbligatorie che hanno instaurato azioni di risarcimento danni tuttora pendenti, è autorizzata la spesa di 180 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2008“.

Articolo 5 quater

Le disposizioni di cui alla legge 25 febbraio 1992, n. 210, si applicano a tutti i soggetti che, a causa delle vaccinazioni indicate nell’articolo 1, abbiano riportato lesioni o infermità dalle quali sia derivata una menomazione permanente della integrità psico-fisica”: viene pertanto ammesso in limine litis che, anche le vaccinazioni rese obbligatorie da questo provvedimento possano arrecare danni (principio peraltro affermato da 25 anni in sede normativa), superando così parzialmente (sul versante della mancata previsione, a carico dello Stato, di un’equa indennità) uno dei profili di incostituzionalità indicati nel precedente articolo ed al punto 4 del documento del gruppo Giuristi per l’Azione Popolare.

 

ARTICOLO 6 (Abrogazioni)

L’elenco delle disposizioni abrogate viene integrato con la disposizione di cui a “l’articolo 3, secondo comma, della legge 20 marzo 1968, n. 419“, riguardante l’antitetanica, che prevedeva una sanzione pecuniaria da £. 100.000 a £. 500.000.

 

CONCLUSIONI

I profili di incostituzionalità individuati nei due precedenti articoli (2) e (3) e nel citato documento del gruppo Giuristi per l’Azione Popolare di ATTUARE LA COSTITUZIONE continuano a sussistere, ad eccezione del punto 4, chiaramente recepito nel provvedimento licenziato al Senato, sicuramente con la norma di cui all’ Articolo 5 quater, in modo meno chiaro con quella ex Articolo 5 ter, 2° comma.
Quest’ultima disposizione potrà essere comunque esaminata almeno sotto il profilo ordinario, in relazione alla copertura finanziaria prevista dall’art. 81, 3°comma, Costituzione [la copertura finanziaria è il punto dolens di questo Decreto e questo sarebbe stato il punto su cui insistere di più alla Camera, se il provvedimento non fosse stato “blindato” con la richiesta della fiducia], in quanto la copertura formalmente c’è, ma irragionevolmente attinge ad un fondo già determinato ex articolo 2, comma 361, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, di fatto e sostanzialmente riducendolo: come ciò sia possibile, con l’introduzione di 6 nuove vaccinazione obbligatorie resta un mistero, a rigor di logica, anche solo matematica!

Dalla prospettiva della costituzionalità del testo licenziato al Senato, infine, non emergono nuove norme suscettibili di sindacato, ad eccezione della disposizione con cui all’ Articolo 1,1°comma, viene ampliato l’obbligo vaccinale “per tutti i minori stranieri non accompagnati“.
Questo sarà pertanto l’unico punto da approfondire, ma, già da ora, è possibile ravvisare che:
– il principio di eguaglianza stabilito dall’Art. 3,1°comma, Costituzione possa essere vulnerato, ricordando che esso non vale solo per i “cittadini“, come ricordato più volte dalla stessa Corte Costituzionale, ma anche per i “non cittadini”, poiché riguarda il godimento dei diritti che spettano agli individui umani in quanto tali (cfr. V.Onida, “La Costituzione”, pag. 76, 2017);
– peraltro, le dichiarazioni e le carte internazionali dei diritti sanciscono espressamente l’eguaglianza di tutti, vedi infatti art. 14 della Convenzione CEDU che disciplina il divieto di discriminazione;
– dove sarebbe la discriminazione; intanto (1) per “minori” si intende chiaramente fino al compimento dei 18 anni d’età, laddove per i “non stranieri” le disposizioni del presente provvedimento si applicano da 0 a 16 anni: ciò comporta una estensione dell’obbligo vaccinale ingiustificata e non ragionevole; poi (2) molto grave, chi verifica la preesistente immunizzazione dei “minori stranieri”?
2 diverse discriminazioni, pertanto, in ordine alla età ed alla mancata verifica di pregresse immunizzazioni, a meno che non sia questa la via per diffondere nella popolazione la cultura delle vaccinazioni!

 

© Riproduzione possibile DIETRO ESPLICITO CONSENSO dell’AUTORE

 

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