Tour sulla Nostra Costituzione (art.3)

🆃🅾🆄🆁 🆂🆄🅻🅻 🅽🆂🆃🆁🅰 🅲🆂🆃🅸🆃🆄🆉🅸🅾🅽🅴

Oggi parliamo dell’art. 3 , con un estratto della Relazione con cui il Procuratore Generale di Palermo, Dott. Roberto Scarpinato, ha inaugurato l’anno giudiziario presso la sua Corte di Appello (pubblicata sul Fatto Quotidiano, di oggi).

“LA NOSTRA Costituzione nell’ultimo ventennio è stata al centro di ripetuti tentativi di stravolgerne parti essenziali mediante leggi di revisione costituzionale approvate da mag- gioranze politiche di diversi schieramenti.
Leggi di revisione entrambe respinte da referendun popolari nel giugno 2006 e nel dicembre 2016 che hanno dimostrato come il nostro popolo sia più consapevole del valore della nostra Costituzione e del modello di società in essa insito, di quanto lo siano larghe componenti della classe politica.
Se tale affezione popolare alla Costituzione è motivo di consolazione per chi si riconosce pienamente nei suoi valori, è TUTTAVIA MOTIVO DI INQUIETUDINE dovere constatare come il disegno di modificarne i contenuti respinto in sede referendaria, prosegua di fatto per VIE OBLIQUE mediante l’approvazione di leggi ordinarie che nel loro susseguirsi nel tempo hanno in buona misura SVUOTATO di reali contenuti diritti sociali costituzionali fondamentali quali quelli del LAVORO garantiti dagli articoli 4, 35 e 36 (…).
Una DECOSTITUZIONALIZZAZIONE STRISCIANTE che funge da lasciapassare per politiche economiche che hanno determinato una crescita vertiginosa nel nostro paese delle DISUGUAGLIANZE SOCIALI e con essa dell’INGIUSTIZIA SOCIALE.
L’Italia si colloca al 20° posto per disuguaglianza dei redditi nella classifica mondiale.
Il 20% della popolazione più ricca detiene il 66,41% della ricchezza nazionale.
Ai più poveri va solo lo 0,09%.
Ogni giorno di più viene TRADITO il solenne impegno della Repubblica, sancito dall’art. 3 della Costituzione, di RIMUOVERE gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini impediscono il pieno sviluppo della PERSONA UMANA.
È il tradimento di questa promessa determina la disaffezione di larghe componenti popolari non solo nei confronti della politica ma anche nei confronti dello Stato (…).
Le sfide che ci attendono vanno ben al di là di assicurare la produttività della cosiddetta azienda giustizia.
La posta in gioco è ben più alta.
È la tenuta stessa dello Stato democratico, è il senso stesso che vogliamo dare al nostro ruolo di operatori di giustizia, è il senso stesso del nostro essere COMUNITA’ e non solo una somma aritmetica di individui consegnati ciascuno alla propria SOLITUDINE”.

(Iniziativa ex art. 118 Cost., u.c., sulla base del principio di sussidiarietà)

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